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Grotta di Lamalunga
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La mwdgGrotta di Lamalunga è un mwdwsito archeologico vicino mweaAltamura in mweqprovincia di Bari, noto per essere il luogo di ritrovamento dell'mwegUomo di Altamura.
Contents
• Scoperta
• Note
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Caratteristiche
Questa struttura carsica è situata nella zona delle Murge alte, contesto morfologico caratterizzato da mwfglame, da mwfwdoline a pozzo e dalla dolina di crollo, denominata mwgamwgqPulo di Altamura. Il paesaggio è caratterizzato da una successione di aride pietraie e da una quasi totale assenza di vegetazione.
Gli affioramenti geologici della zona sono individuabili come Calcare di Altamura (mwgwCretaceo medio superiore).
L'andamento medio della grotta non è mai molto profondo, lo spessore della copertura rocciosa si presenta infatti con valori mai superiori ai 25-30 metri. cite-ref-1[1] Nell'evoluzione della grotta è evidente una fase freatica insieme a fasi più recenti di crollo e di ciclicità nella stratificazione di sedimenti.
L'analisi morfologica della grotta fa ipotizzare la presenza in origine di vari accessi, anche se attualmente sono limitati a uno solo. L'esistenza di almeno un altro ingresso è dimostrata dal sottostante cono detritico, nella zona prossima all'ingresso attuale. Spesso questi pozzi carsici si trasformavano in trappole naturali per animali e uomini. Questo sembra essere accaduto anche nel nostro casocite-ref-2[2] a giudicare dai resti degli animali sparsi sul fondo della grotta e dallo scheletro dell'Uomo di Altamura che sembra essersi trascinato con il radio e una scapola fratturatacite-ref-3[3] fino al fondo di uno stretto cunicolo, forse alla ricerca di una via di uscita.
All'interno della grotta, oltre all'Uomo di Altamura, sono presenti anche molti resti di animali sparsi su gran parte della grotta. Sebbene non esistano studi approfonditi su di essi, si è visto che sono rappresentati principalmente da mwnqcervidi; in particolare la specie più rappresentata è il mwngDaino, seguita dal mwnwCervo rosso. Pochi resti sono attribuibili invece a mwoaEquini, mwoqIenidi (genere mwogmwowCrocuta o mwpamwpqHyaena), mwpgLupo, mwpwBovini (genere mwqamwqqBos o mwqgmwqwBison), oltre che a micromammiferi e mwraLagomorfi non meglio classificati.cite-ref-4[4].
Scoperta
La grotta fu scoperta ed esplorata per la prima volta nel mwsw1989 da alcuni speleologi del mwtaCentro Altamurano Ricerche Speleologiche (CARS)cite-ref-5[5], che si limitarono tuttavia solo a un primo ambiente poiché un tappo di fango chiudeva il collegamento con gli altri ambienti, facendo sembrare la grotta limitata a questo unico ambiente. Nel mwuq1991 durante un'altra discesa nella grotta gli speleologi del CARS si accorsero che vi era una corrente d'aria proveniente dall'altra parte del tappo di fango, facendo intuire che la grotta non fosse circoscritta a quell'unico ambiente. Iniziarono così i lavori di scavo di un tunnel che permettesse l'accesso e l'esplorazione della restante parte della grotta; tali lavori durarono circa due anni e la prima esplorazione della galleria principale e di parte delle diramazioni fu fatta il 26 settembre 1993cite-ref-atti-6-0[6]. Presenti a quella prima esplorazione c'erano gli speleologi del CARS, Gianni Dinardo, Manilo Porcelli, Giovanni Ragone, Vito Sardone, Angelo Squicciarini e il socio del Gruppo Speleologico Vespertilio mwvgC.A.I. di Bari Walter Scaramuzzi, su invito di Squicciarini. L'esplorazione della camera principale terminò il 30 settembre di quello stesso anno, quando dopo un centinaio di metri gli operatori del CARS raggiunsero il fondo della galleria sul quale si aprivano due diramazioni, il ramo ovest e il ramo est, parzialmente occlusi da grossi massi crollati dalla voltacite-ref-atti-6-1[6].
La mattina del 7 ottobre 1993, sette speleologi del CARS scesero nuovamente nella grotta dividendosi in due gruppi; un gruppo si sarebbe occupato dei rilevamenti topografici mentre l'altro gruppo di un'ulteriore esplorazione e dei rilevamenti fotografici. I due gruppi furono raggiunti, a metà mattinata, dai soci del Gruppo Speleologico Vespertilio C.A.I. di Bari, Walter Scaramuzzi, Lorenzo di Lisio e Marco Milillo, scesi per effettuare alcune riprese. Durante tali operazioni Lorenzo di Lisio, seguito dagli altri due soci C.A.I., si insinuò in uno dei due cunicoli della diramazione est, caratterizzato da molti resti faunistici, in fondo al quale, in quella che è stata poi soprannominata mwxaabside, scoprì il giacimento osseo con un cranio chiaramente attribuibile a una mwxqforma umanacite-ref-atti-6-2[6].
Note
cite-note-11. ↑ Vedi il PPTR della regione Puglia :elaborato 5, schede degli ambiti paesaggistici, Ambito 6: Alta Murgia.
cite-note-22. ↑ mwawmwbayoutube.com, mwbqhttps://www.youtube.com/watch?v=pDU24aTKCCcmwbg Titolo mancante per url mwbwurl (aiuto).
cite-note-33. ↑ Vedi l'articolo: mwdqLa porzione di scapola dell'Uomo di Altamura: estrazione, documentazione e analisi morfologica, di Giorgio Manzi, Mario Micheli, Fabio di Vincenzo, David Caramelli, Marcello Piperno in direinpuglia 2/2012 pp.39-44.
cite-note-44. ↑ mweqIvana Fiore, Eugenio Cerilli e Antonio Tagliacozzo, mwegmwewGIS e analisi spaziale intra-sito: i resti ossei faunistici della Grotta di Lamalunga (Altamura, BA) (mwfamwfqPDF), in mwfgIncontri Annuali di Preistoria e Protostoria, n.mwfw 4, Isitituto Nazionale di Preistoria e Protostoria, febbraio 2018, pp.mwga 94-97, mwgqISBNmwgg 978-88-6045-066-1. mwhaURL consultato il 4 marzo 2019.
cite-note-55. ↑ mwiamwiqmwig trmh24, mwjamwjqApprofondimento. L'uomo di Altamura, su mwjgmwjwYouTube, TRM h24, 3 aprile 2015, a 0mwka hmwkq 1mwkg minmwkw 20mwla s. mwlqURL consultato il 22 marzo 2019. mwlw«L'ingresso principale fu scoperto nel 1989, da, sempre da alcuni colleghi del Centro Speleologico di Altamura.»
cite-note-atti-66. ↑ mwnwBianca Tragni, Vito Plotino, Giuseppe Andreassi, Luigi Capasso, Piero Pieri, Silvano Agostini, Marcello Piperno, Claudio Arias, Giacomo Giacobini, Carlo Peretto, Laura Cattani, Antonio Tagliacozzo e Vittorio Pesce Delfino, Assessorato alla cultura - Città di Altamura; Ministero peri i beni culturali e ambientali - Soprintendenza Archeologica della Puglia, mwoamwoqLa Grotta di Lamalunga (mwogmwowPDF), mwpaLa grotta di Lamalunga, prospettive di ricerche paleontologiche e paleoantropologiche, a cura di Donata Venturo, mwpqAltamura, 1995. mwpgURL consultato il 22 marzo 2019.
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Grotta di Lamalunga
Collegamenti esterni
• mwsqCentro visite della Grotta di Lamalunga, su beniculturali.it. URL consultato il 27 agosto 2023.